Festa dei Ceri

Gubbio (Umbria)

La Festa dei Ceri (Festa dei Ceri) o Corsa dei Ceri, è una festa religiosa (ora folcloristica) proveniente da Gubbio in Umbria in provincia di Perugia (Italia).
La tradizione vuole che si tratti di una festa dedicata a Sant'Ubaldo Baldassini, cittadino, vescovo e patrono di Gubbio, morto nel 1160.
Questa festa sarebbe la commemorazione di un dono di cera che le corporazioni medievali della città offrivano al santo patrono.
Un'altra fonte evoca l'origine di una festa pagana precristiana, una celebrazione in onore della dea Cerere, legata al risveglio della primavera.

L'abito "ceraiolo" è composto da un paio di pantaloni in tela di cotone bianco, una camicia del colore della candela in mano: giallo per S. Ubaldo, blu azzurro per S. Giorgio e nero per S. Antoine, una fascia rossa legata in vita a cintura e un fazzoletto rosso posto sulle spalle, che punta in avanti. I capodieci sono tre, uno per ogni candela. Essi eseguono il sollevamento, cioè inaugurano la gara e sono responsabili del corretto svolgimento della gara e della loro candela.
Con il nome capodieci si intendono anche i ceraioli che guidano la candela durante la gara posizionandosi tra le barre posteriori e sorvegliano il passaggio tra i diversi "mute" dei ceraioli (squadre composte da 8 persone); ci sono anche i capocinques, che dalla parte posteriore della barella, aiutano i capodieci a tenere in fila la corsa delle candele, e a superare le curve (sono chiamati anche sterzaroli). I portatori di ceraioli chiamati punts sono situati alle quattro estremità della barella e lo stesso numero di ceppi si trova più all'interno.
Secondo la tradizione, i ceraioli sono scelti tra i maschi adulti delle famiglie che vivono a Gubbio. Le donne potevano portare le candele solo in rare occasioni (ad esempio durante le guerre).
Nelle settimane successive al 15 maggio vengono organizzate altre due gare che coinvolgono chi non rientra nella prima categoria: la gara dei Ceri Mezzani (candele medie) e dei Ceri Piccoli (candele piccole). In questi casi, i vettori sono scelti tra adolescenti e bambini e le macchine sono sostituite da copie più piccole e leggere.
Il simbolo delle tre candele stilizzate è riprodotto sulla bandiera standard e ufficiale della regione Umbria.

Il prologo si svolge la prima domenica di maggio, quando le candele vengono portate in posizione orizzontale ai piedi della città nella Basilica di S. Ubaldo, dove vengono conservate tutto l'anno.
In questa occasione le candele portano molti bambini a cavalcioni (a cavallo) che vengono così "iniziati" al contatto con le candele. Le candele sono tre apparecchi in legno del peso unitario di circa 300 kg ciascuno coronato con la statua del rispettivo santo e montato verticalmente su altrettante barelle a forma di H, permettendo così il trasporto alla spalla. Il peso delle tre candele è diverso: S. Ubaldo è il più leggero, S. Giorgio e S. Giorgio e S. Antonio carica 10 kg in più. Ma il peso non è l'unico criterio di difficoltà durante la gara. L'altezza, la velocità, la difficoltà del percorso e il passaggio in volo tra i ceraioli in gara sono tutti elementi che rendono la gara estremamente difficile. I santi lo sono: Sant'Ubaldo Baldassini (proprietario di Gubbio), San Giorgio e sant'Antonio abbate. I Ceraioli sono chiamati portacandele ed ognuno è attaccato ad una sola delle candele.
Questo legame è il risultato di una scelta personale o determinato dalle tradizioni familiari. Secondo la tradizione, le corporazioni di scalpellini e scultori erano legate alla candela di S. Ubaldo; i commercianti a quella di S. Giorgio e i contadini, i proprietari terrieri e gli studenti a S. Antonio.

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