Vero o falso?

ITALIANI
IN 10 IDEE RICEVUTE...

Opera, mamma, pizza: tutti abbiamo in mente questi simboli della cultura transalpina. Ma ce ne sono altri meno conosciuti, come Tifo, passeggiata, furbizia.... Diamo un'occhiata a queste idee preconcette che abbiamo sui nostri amici italiani (credo che abbiano altrettanto di noi. Ndla).

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Per andare oltre, continuate a leggere su
- Ciao Italia! Un secolo di immigrazione e cultura italiana in Francia
S. Mourlane e D. Païni, ed. La Martinière
Un libro ispirato alla recente mostra al Musée national de l'histoire de l'immigration di Parigi.
- Maledetti italiani!
A. Toscano, Armand Colin, ndr.
Uno scrittore e giornalista italiano residente in Francia analizza i cliché veicolati dal suo paese d'origine.
Fonte: rivista "ça m'intéresse" - settembre 2017

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Gli italiani parlano con le mani...
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E' vero...
È un'abitudine che colpisce tutti i turisti in visita a Roma, Napoli o Venezia: agli italiani piace punteggiare i loro discorsi con una moltitudine di gesti. Secondo la sociologa Isabelle Poggi, usano quotidianamente 250 di questi piccoli segni per esprimere in modo a volte molto sottile ciò che significano. Così, per far capire al vostro interlocutore che deve andarsene, tutto quello che dovete fare è toccare la fetta più volte con una mano contro il palmo dell'altra. Gratta il mento da dietro in avanti, con le dita tese, e gli farai sapere che non ti interessa quello che ti dice. E questi sono solo due esempi tra i tanti altri.....

Passano la loro vita a messa...
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Questo è vero... e non è vero...
In Italia, culla storica del cattolicesimo e sede del papato, la Chiesa ha mantenuto una forte influenza sulla società. Così, il 30% della popolazione dichiara di andare a messa ogni domenica (contro il 5% in Francia). Tuttavia, questa cifra è inferiore a quella della Polonia, dove la metà degli abitanti partecipa al servizio domenicale.

Segno dei tempi: il partito "Democrazia cristiana", fondato nel 1942 e istituzione chiave della vita politica transalpina per cinquant'anni, è stato sciolto nel 1994.

Sono tifosi di calcio...
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Questo non è vero...
Il termine tifosi, che si riferisce ai sostenitori di questo sport, deriva da tifo, che significa "entusiasmo" o addirittura "fanatismo". E infatti, migliaia di italiani sostengono con passione i migliori club del Paese. Ma l'entusiasmo dei tifosi non nasconde la crescente disaffezione della popolazione per il gioco. Sebbene il calcio sia lo sport numero uno in Italia, perde ogni anno i titolari di licenza. All'ultimo censimento, condotto nel 2016, sono stati 1,1 milioni. Si tratta di meno che in Francia, che ha circa 2,1 milioni di titolari di licenze, e soprattutto molto meno che in Germania, che ha quasi 7 milioni.

Molti di loro sono emigrati in Francia...

E' vero...
Nel 1851, un censimento stabilì che, dei 380.000 stranieri residenti in Francia, 63.000 provenivano dall'Italia. Questa cifra riflette l'inizio di un movimento migratorio che durerà per ben cento anni. A partire dalla metà del XIX secolo, l'immigrazione transalpina verso la Francia divenne massiccia, soprattutto per motivi economici.
Nel 1911, si stima che circa 500.000 italiani vennero in Francia per trovare lavoro nel settore minerario, agricolo o industriale. Con l'avvento del fascismo, un'ondata di rifugiati politici ha portato il totale a 800.000 persone. Questi nuovi arrivi, spesso vittime del rifiuto e del razzismo all'arrivo (siamo stati chiamati "maccheroni"), alla fine si integreranno pienamente nella società francese, quindi non è sempre facile rintracciare questa origine in alcune famiglie.
Si stima, tuttavia, che circa 4 milioni di francesi avrebbero oggi antenati italiani.

Sono eleganti...
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E' vero...
"Molti dei miei concittadini preferirebbero morire piuttosto che uscire con una camicia macchiata o calze troppo basse che rivelerebbero le caviglie", dice Alberto Toscano, giornalista e autore di Sacrés Italiens, un libro pubblicato nel 2014.
Una preoccupazione per l'aspetto dell'abbigliamento radicata nella tradizione. Da secoli nelle città e nei paesi d'Italia, prima di cena, è stata fatta una passeggiata lungo il viale o la piazza centrale: questo rito sociale è chiamato passeggiata. E tutti hanno fatto un punto d'onore in questa occasione per essere vestiti nel miglior modo possibile, un modo per compiacere, ma soprattutto per affermare la propria posizione.
L'italiano è elegante. Questo è vero a Milano, Torino, Firenze o Venezia. Probabilmente un po' meno nel profondo Mezzogiorno. Tuttavia, gli occhiali da sole sono l'accessorio essenziale, quello che classifica il suo uomo (o donna). Un singolo paio di occhiali può fare l'intero look.

Sono i re della pizza...
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Questo non è vero...
L'Italia ha dato a questo piatto le lettere di nobiltà, le cui origini risalgono a tremila anni fa. La città di Napoli, in particolare, si è resa orgogliosa, con la sua famosa pizza margherita, la cui farcitura è fatta di pomodoro, mozzarella e basilico, i colori rosso, bianco e verde della bandiera italiana. Tuttavia, non dimentichiamo che in origine si trattava di un piatto da poveraccio. Gli italiani hanno molti altri tesori nella loro cucina, e non sono così affezionati a queste torte salate, così popolari in tutto il mondo. La penisola italiana si colloca addirittura al decimo posto nella classifica dei mangiatori di pizza, con consumi doppiamente inferiori a quelli degli americani e dei francesi, i due paesi leader nel mondo.

Sono campioni di evasione fiscale...
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E' vero...
Secondo un recente rapporto della Tax Justice Network, organizzazione antifrode, l'Italia è il paese più attivo in Europa in questo "sport", con il 27% della sua economia esente da tassazione. Secondo le stime di Confindustria - la principale confederazione sindacale dei datori di lavoro italiani - l'evasione fiscale ha fatto perdere al Paese 122 miliardi di euro nel 2015, ovvero non meno del 7,5% del PIL. Secondo Alberto Toscano, questi accordi con l'Amministrazione sono nati da una caratteristica profondamente radicata nel carattere italiano: la furbizia - che dovrebbe essere tradotta come "intraprendenza" piuttosto che come "doppiezza". "L'italiano ritiene che il denaro pubblico venga utilizzato in modo improprio", scrive il giornalista. E' quindi un punto d'onore non pagare mai per intero il biglietto del treno, dimentica volentieri di dichiarare le fatture e spesso trova il modo di far saltare un biglietto.

Sono pericoli pubblici al volante...
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Questo non è vero...
I piloti europei hanno assegnato il titolo di peggior pilota agli italiani, primo con il 31% dei voti davanti a greci e polacchi (indagine Ipsos 2015). Ma questa indagine è puramente soggettiva, ed è ingiusta.
E' vero che gli italiani hanno una visione rilassata del codice della strada. A Roma, alcune luci rosse sono puramente decorative.....
Ma probabilmente compensano con il loro indirizzo, perché, secondo le statistiche ufficiali, i paesi europei con il maggior numero di incidenti automobilistici sono la Bulgaria, la Lettonia e la Romania. In Italia, i decessi alla guida sono la metà di quelli registrati in Italia e rimangono all'interno della media europea.

La mamma regna ancora oggi sulla famiglia italiana...
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Questo è vero... e non è vero...
Mamma non è una leggenda. Si dice che questa figura materna onnipotente sia nata nel corso del XX secolo, soprattutto per l'assenza di padri che erano andati in guerra o che erano emigrati economicamente. Sarebbe stata favorita anche dalla propaganda fascista, glorificando la madre in casa, e dalla Chiesa cattolica, sublimando anche l'immagine materna.
Di conseguenza, per decenni la mamma è stata la patrona della famiglia transalpina. Ma i ruoli cominciano a cambiare - semplicemente perché le donne italiane aspirano ad orizzonti diversi dalla propria cucina, compreso il successo professionale! Un cambiamento di stile di vita che ha un impatto sul tasso di natalità: con una media di 1,37 figli per famiglia, è oggi uno dei più bassi al mondo..... Mamma mia mia mia mia mia!

Amano l'opera...
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E' vero...
E per una buona ragione! L'opera occidentale è nata in Italia. Più precisamente a Firenze, all'inizio del Seicento, quando un gruppo di musicisti e intellettuali, la Camerata fiorentina, si mise in moto per far rivivere lo stile musicale del teatro, che dava lustro alle parole cantate, ebbe un successo strepitoso e si sviluppò in tutta la penisola, diffondendosi in seguito da altri paesi europei. Monteverdi, sarà il primo grande compositore d'opera. Poi venne Vivaldi, nel XVIII secolo, e soprattutto nel secolo successivo, Rossini, Puccini, Donizetti o Verdi.